{"id":10149,"date":"2012-04-11T20:19:24","date_gmt":"2012-04-11T18:19:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacanquotidien.fr\/blog\/?p=10149"},"modified":"2012-04-15T14:53:34","modified_gmt":"2012-04-15T12:53:34","slug":"urgenze-tranquille-virginio-baio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/2012\/04\/urgenze-tranquille-virginio-baio\/","title":{"rendered":"Urgenze tranquille &#8211; Virginio Baio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una donna, professoressa di italiano che aveva nella sua classe un bambino detto autistico, dopo aver scoperto l\u2019esperienza dell\u2019Antenna 110 di Bruxelles, mi invita nella sua scuola perch\u00e9 parli a pi\u00f9 riprese con i suoi scolari, gli insegnanti e i genitori che partecipano ad un ciclo di sei conferenze, del tutto convinta che l\u2019esperienza alla base di quello che Antonio Di Ciaccia aveva realizzato in Belgio avrebbe potuto arricchirli. Esperienza difficile per me, ma altrettanto ricca generosa nelle sorprese e conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le mille versioni dell\u2019urgenza, farsi partigiano del reale di Marco ci fa scoprire una gioia nuova di cui vorrei farvi parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente ferma una madre disperata dal non trovare qualcuno che aiuti il figlio a sottrarlo da violenze, da scene e atti violenti e insostenibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Il reale urge<\/strong><\/span>\u00a0 Marco sbatte la testa contro il pavimento, il muro, morde, sotto gli occhi dei suoi impotenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019urgenza per la madre\u00a0 Disperata, la madre \u201d, percorre l\u2019Italia alla ricerca urgente di psichiatri, medici, psicologi che sappiano dare un nome a questo reale e di farsi partner del figlio. \u201cTumore al cervello\u201d dice l\u2019uno, \u201cproblemi genetici\u201d dice l\u2019altro, \u201cper nulla malato\u201d, poi si scusa e \u201csi tratta dei sindrome di Moebius\u201d. Due terapeuti sono pronti a riceverlo a condizione che la madre non se ne immischi. Finalmente incontra qualcuno che si dice \u201cuna operaia di Lacan\u201d,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Una rotatoria, gi\u00e0\u2026<\/strong><\/span>\u00a0 Gi\u00e0 anni prima, colei che si presenter\u00e0 alla mamma di Marco come \u201coperaia di Lacan, sua modalit\u00e0 per dirsi psicoanalista, era la professoressa di italiano, Adele Marcelli, che avevamo incontrato a l\u2019Antenna 110, e che era alla ricerca urgente di aiuto. Infatti si sentiva persa di fronte ad un ragazzo (peraltro geniale ma dai comportamenti strani) ingestibile in classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incontra allora Lacan, la sua clinica, il suo insegnamento a Bruxelles attraverso l\u2019Antenne 110.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne ritorna entusiasta. Se ne serve, ne parla e la diffonde nelle scuole della regione organizzando seminari, atelier per insegnanti, genitori, studenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La operaia di Lacan<\/strong>\u00a0\u00a0 La posizione dalla quale l\u2019operaria risponde alla madre, inaugura l\u2019atto di farsi includere come partner per l\u2019operazione di Marco. Come\u00a0? L\u2019operaia, quando la incontra per la prima volta, si rivolge a Marco per domandargli se lei pu\u00f2 parlare alla sua madre. Un altro punto decisivo per la madre \u00e8 quando le dice che Marco \u201c\u00e8 gi\u00e0 al lavoro\u201d perch\u00e9 si calma quando ha un libro fra le mani. L\u2019operaia di Lacan accetta di ricevere Marco a patto che lei possa parlarmene perch\u00e9 avevo lavorato a l\u2019Antenne 110.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u2026 e la costruzione di Marco\u00a0 Marco si mette ad elaborare instancabilmente e senza sosta (facendo del suo organo supplementare l\u2019istrumento del suo sapere, fa prodezze con le parole, scrive, calcola, traduce in circuiti dando i nomi alle parti del suo corpo, agli astri, al pianeta,\u2026) La madre \u00e9 tutta presa ad \u00ab\u00a0offrire il suo sapere \u00bb, non come paziente o co-terapeuta della operaia di Lacan, ma un sapere fatto dei significanti di suo figlio, incontrandola anche con suo marito, per fare il punto del lavoro con Marco.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una posizione in preda al reale, la madre passa ad una posizione di soggetto, facendosi analizzante dei suoi problemi, della sua vita, di donna, di sposa, del suo stesso Altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>La madre, urgenza di sapere<\/strong><\/span>\u00a0 Colpita e curiosa di quanto Lacan dice sull\u2019autismo, sulla psicosi, della pratica in istituzione, la madre non smette di leggere, di studiare i testi, gli schemi, il grafo, non perde una conferenza sulla clinica dell\u2019autismo e della psicosi con gli operatori dell\u2019Antenne di Bruxelles e delle altre istituzioni in Italia che nel frattempo si ispiravano alla clinica di Lacan e alla \u201cpratica in diversi\u201d, in Italia. La madre di Marco non soltanto segue tutto questo con interesse, ma interviene inoltre e pone delle questioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>La madre nell\u2019urgenza di testimoniare<\/strong>\u00a0<\/span> Avevo organizzato a Pisa un congresso su \u201cautismo e psicoanalisi\u201d, con altre istituzioni italiane. In occasione della venuta di quattro colleghi dell\u2019Antenne 110 a Pisa (Bruno de Halleux, Gwendoline Possoz, Pierre Jacobs e Val\u00e9rie Lorette), ho invitato anche la madre di Marco che ha parlato in maniera sobria della sua lotta accanita per incontrare un partner competente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al congresso su \u00ab\u00a0Scuola e psicoanalisi\u00a0\u00bb organizzato da SOS-insegnanti, a Pisa, hanno preso la parola l\u2019operaia di Lacan, Cristina l\u2019insegnante di sostegno, e la madre di Marco, che ha delle parole dure nei confronti degli specialisti da lei incontrati: \u201cCredono di sapere, mentre invece non sanno che una cosa: che, per loro, noi siamo sempre un problema\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Presentazione del caso di Marco<\/strong>\u00a0<\/span> L\u2019operaia invitata a l\u2019Antenna di Pisa (1) per parlare della sua pratica, mi propone di parlare del suo lavoro con Marco. La madre desidera esserci anche lei. Sono d\u2019accordo ma l\u2019analista che avrebbe commentato il caso non \u00e8 al corrente della presenza della madre di Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La scommessa della madre<\/strong>\u00a0\u00a0 Il tatto ed il pudore delle parole dell\u2019analista e della operaia spinge la madre ad osare: \u00abUn giorno verr\u00f2 alle vostre riunioni. Insieme a mio figlio!\u00a0\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Al laboratorio NPQ, scombussolati <\/strong><\/span>(2)\u00a0 Il sabato 30 settembre, due professoresse di sostegno domandano di parlare dei risultati spettacolari, ma problematici per loro: l\u2019una, convinta che sono legati alla presenza del cavallo (ippoterapia), tranne che la conclusione finisce male per il ragazzo; l\u2019altra considera un successo il fatto di esser riuscita a far s\u00ec che l\u2019alunno resti in classe a condizione che lei, la professoressa, resti fuori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Laboratorio unico<\/strong>\u00a0<\/span> La madre di Marco domanda di partecipare al laboratorio con suo figlio. E\u2019 la prima volta che vengono e non conoscono i partecipanti del laboratorio n\u00e9 i due professori. Questo non impedisce di essere a loro agio. Marco si sdraia sul divano, osserva i libri, gli oggetti, i ninnoli, le foto\u2026 Li presento (\u201cvengono dall\u2019altra parte del mare\u201d). Marco parla dell\u2019istituzione italiana dove passano molti ragazzi per la diagnosi. Egli parla delle violenze che avvengono in una scuola (\u201cun ragazzo ha picchiato le insegnanti\u201d quando questa scuola dovrebbe essere un esempio di eccellenza). Durante il laboratorio, scopre tre lavagnette nella mia biblioteca. Le osserva, e poi con un tratto deciso e preciso disegna i personaggi di Peach &amp; Daisy. Poi si alza e facendo il giro\u00a0 pone a ciascuno di noi, seduti in cerchio, due questioni\u00a0: \u00ab\u00a0Li conosci\u00a0?\u00a0 Li ami?\u00a0\u00bb ma non aspetta che gli si risponda e passa velocemente a porre la questione al vicino. Cerco allora di sorprenderlo voltandomi indietro, quando \u00e8 il mio turno, ma questo non lo disturba e fa come se niente fosse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo sorpresi : Marco resta alla riunione durante tutte le tre ore, ascolta, disegna, domanda di parlare. Alla fine, uscito in corridoio, ritorna dalla biblioteca con in mano l\u2019ultimo d\u00e9pliant dell\u2019Antenne di Bruxelles, che non trovavo pi\u00f9!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La madre resta silenziosa ed ascolta, parlando solo in due occasioni. Le \u00e8 insopportabile che \u201cdappertutto e per tutti, i genitori non hanno un problema. Noi siamo il problema!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Urgenze degli insegnanti<\/strong><\/span>\u00a0 Le insegnanti di Marco, non riuscendo a seguirlo nel suo lavorare intenso ed incessante, sono scoraggiati. La sua operaia, sotto l\u2019impulso e la domanda della madre, li include in riunioni tra insegnanti. Dopo un certo tempo, la madre capisce che fa bene a non essere presente alle riunioni con le insegnanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cristina, colei che sar\u00e0 la \u00ab\u00a0insegnante di sostegno\u00a0\u00bb di Marco, a quel momento ragazzina dai riccioli biondi, era in prima media, compagna di banco del ragazzo geniale. Cristina si ricorda ancora del \u201cBambino dei biberon pieni d\u2019acqua\u201d, del \u201cbambino della tazza rossa\u201d, dello schema Z di Lacan, de \u00ab\u00a0La borsa o la vita\u00a0\u00bb. \u00ab\u00a0E\u2019 a quel momento \u2013 dice \u2013 che ho deciso di diventare psicologa\u00a0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Quello che imparo<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>1.<\/strong> <strong>Un buco, chiave di volta<\/strong><\/span>\u00a0 L\u2019operaia di Lacan si autorizza a farsi destinataria e strumento di Marco e della mamma, a scommettere, a fare del buco, della faglia nel sapere, una chiave di volta. Lei resta fedele a questa faglia che \u00e8 al centro di una rotatoria dove convergono i pezzi di reale i quali, tradotti in elaborazioni, che fanno da bordo a questa faglia, elaborazioni che \u201cpresentano\u201d\u00a0 questi nuovi soggetti pronti-a-nascere, ad uscire dalla rotatoria, ricchi di una nuova enunciazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>2. Un filo fatto di buchi <\/strong><\/span>\u00a0\u00a0Operaia sorprendente\u00a0! Essa scommette sulla clinica di Lacan, che lei incontra passando dalla Antenna 110. Strumento modesto al servizio, nuovo san Giovanni, di mirare direttamente a lato? Ci\u00f2 che fa funzione di filo d\u2019Arianna per tutti questi interlocutori (Marco, madre, insegnanti, istituzioni, congressi, Antenne di Pisa, Istituto freudiano, Laboratorio NPQ,\u2026) tutte queste strade, questi viaggi dell\u2019operaia, della madre, dell\u2019educatore dell\u2019Antenna 110, queste modalit\u00e0 di non indietreggiare di fronte al tempo, alle distanze, ci\u00f2 che annoda tutte queste persone, queste distanze, questi tempi non \u00e8 un filo fatto di buchi? Buchi dai quali passa un amore che opera?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>3. L\u2019amore per il sapere<\/strong>\u00a0<\/span>\u00a0 In partenza, l\u2019operaia morsa dal sapere, inaugura, grazie a Marco e alla madre, un campo che si arricchisce di una variet\u00e0 di campi nei quali operano, intervengono diversi, ma che li fa operare nella loro solitudine ma non senza l\u2019altro, ma con l\u2019altro, il collega che ha in tasca la stessa causa\u00a0? Quella che egli scoprir\u00e0 grazie a Lacan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, l\u2019operaia si presta a fare il <em>passeur<\/em> (ad incarnare una \u00ab\u00a0guida che segue\u00a0\u00bb) della madre\u00a0: accompagnandola dall\u2019orrore al desiderio di sapere; di Marco, che prende l\u2019iniziativa di ironizzare sul nostro sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>4. Urgenza di un atto<\/strong><\/span> L\u2019operaia si autorizza a fondare questo campo sul sapere della psicoanalisi, ma non sola, prestandosi pronta a fare serie, a \u00ab\u00a0fare campo\u00a0\u00bb associando altri luoghi che hanno lo stesso orientamento. Dirsi \u201coperaia\u201d \u00e8 una maniera di destituirsi per istituire un campo costruito su la stessa causa\u00a0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il transfert della madre di Marco per l\u2019operaia non evita le Forche Caudine della cosiddetta \u00ab\u00a0domanda dei genitori\u00a0? Feriti, colpiti nella loro funzione di padri, di madri, si sentono marchiati per sempre, da \u201cNoi siamo il problema\u201d, costretti ad affidare il \u201cloro\u201d bambino a degli sconosciuti che \u201ccredono\u201d sapere. Fidarsi di loro? Chi ci garantisce che gli operatori non ne godranno? I nostri figli ce l\u2019avranno con noi perch\u00e9 li abbiamo abbandonati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>5. Dalla parte\u2026<\/strong><\/span> L\u2019urgenza fondamentale, quella di essere \u00ab\u00a0dalla parte\u00a0\u00bb, dal lato di ognuno, ciascuno come soggetto perch\u00e9 egli realizzi la sua costruzione, passi attraverso un rovesciamento, quello di mirare a che siano i genitori che ci accolgano nella loro istituzione familiare\u00a0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 al momento in cui il loro figlio se ne va definitivamente dalla istituzione, triste di lasciarci, che i genitori ci suggeriscono \u00ab\u00a0perch\u00e9 non fate una antenna anche per noi genitori\u00a0?\u00a0\u00bb Sono proprio quegli stessi genitori a dircelo, quelli stessi che ci avevano minacciato di scrivere al Re Baudoin I\u00b0! Avevamo proposto loro, l\u2019internato, perch\u00e9 il loro figlio non perdesse il suo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<span style=\"color: #0000ff;\"><strong>6. Istituzione o no\u2026<\/strong><\/span> Il laboratorio NPQ (N di necessario, P di precario, Q di qualunque) del 30 settembre \u00e8 stato un momento gioioso per Marco. La mamma\u00a0: \u00ab\u00a0Grazie\u00a0\u00bb m\u2019ha detto \u00ab\u00a0E\u2019 la prima volta che noi non siamo un problema\u201d. \u201cLei ha vinto la scommessa\u00a0\u00bb, aggiungo. \u00ab\u00a0Lo sapevo, mi risponde la madre, che lei non l\u2019avrebbe dimenticato\u00a0!\u00a0\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gioia l\u2019abbiamo incontrata e l\u2019operaia non c\u2019era&#8230; Era occupata, da qualche parte, nella Scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<span style=\"color: #0000ff;\"><strong>7. Da una scuola, alla Scuola<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lavorare con il soggetto detto autistico \u00e8 una scuola. E\u2019 l\u2019esperienza che \u00e8 sempre il primo giorno di scuola. Dei colleghi incoraggiano ad iniziare a praticare partendo da un lavoro in istituzione. Direi anzi che converrebbe non solo passare dall\u2019istituzione, ma passare dalla istituzione della propria destituzione. Mantenere l\u2019orizzonte di abitare l\u2019istituzione dove si pu\u00f2 operare a partire dalla causa fantasmatica messa tra parentesi, e della Scuola come campo dove opera l\u2019 \u201canalizzante-analizzato, a partire dalla causa analitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>8. C\u2019\u00e9 stato\u2026<\/strong><\/span> L\u2019esperienza unica di essere stato associato ed incluso dalla \u201coperaia\u201d di Lacan mi fa dire che non soltanto converrebbe che ciascuno facesse l\u2019esperienza di lavorare in istituzione, ma che \u00e8 fondamentale. Come lo si pu\u00f2 intravvedere per l\u2019operaia: lo fa in posizione di analizzante, prima, durante, dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se c\u2019\u00e8 dell\u2019analista, lei lo \u00e8 stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">__________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Note<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(1)\u00a0\u00a0\u00a0 Antenna del Campo freudiano di Pisa dell\u2019Istituto freudiano per la clinica, la terapia e la scienza. In Italia le Antenne del Campo freudiano fanno parte dell\u2019Istituto freudiano, dove si compie una parte della formazione clinica e i Seminari che l\u2019Istituto assicura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(2)\u00a0\u00a0\u00a0 Versione della \u00ab\u00a0riunione di \u00e9quipe\u00a0\u00bb a l\u2019Antenne 110, riunione e tempo in cui si lavora ad estrarre il perch\u00e9 delle difficolt\u00e0 della nostra pratica. Laboratorio NPQ, \u00e9 una attivit\u00e0 dell\u2019Antenne del C. F a Livorno dove \u00ab\u00a0N\u00a0\u00bb sta per necessario (il sintomo non cessa mai), \u00ab\u00a0P\u00a0\u00bb per precario, (cio\u00e9 viene chi lo domanda), \u00ab\u00a0Q\u00a0\u00bb per <em>quiconque <\/em>(chiunque), (aperto a chiunque)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una donna, professoressa di italiano che aveva nella sua classe un bambino detto autistico, dopo aver scoperto l\u2019esperienza dell\u2019Antenna 110 di Bruxelles, mi invita nella sua scuola perch\u00e9 parli a pi\u00f9 riprese con i suoi scolari, gli insegnanti e i genitori che partecipano ad un ciclo di sei conferenze, del tutto convinta che [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":10152,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[562],"tags":[1756,2172,2173],"class_list":["post-10149","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italiano","tag-autismo","tag-urgenze-tranquille","tag-virginio-baio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10149","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10149"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10149\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10154,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10149\/revisions\/10154"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10152"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10149"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10149"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}