{"id":3798,"date":"2011-10-25T22:45:53","date_gmt":"2011-10-25T20:45:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacanquotidien.fr\/blog\/?p=3798"},"modified":"2011-11-13T03:08:07","modified_gmt":"2011-11-13T02:08:07","slug":"forum-slp-la-psicoanalisi-di-fronte-alle-angosce-della-civilta-crisi-economica-politica-e-spirituale-milano-22-ottobre-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/2011\/10\/forum-slp-la-psicoanalisi-di-fronte-alle-angosce-della-civilta-crisi-economica-politica-e-spirituale-milano-22-ottobre-2011\/","title":{"rendered":"Forum SLP &#8211; La psicoanalisi di fronte alle angosce della civilt\u00e0: crisi economica, politica e spirituale  Milano, 22 Ottobre, 2011"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">LA CRISI: DALL\u2019ANGOSCIA AL DESIDERIO.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Francesca Carmignani<\/span><\/strong><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019unico affetto che non inganna\u201d cos\u00ec Lacan definisce l\u2019angoscia, un\u2019angoscia creatrice che produce un oggetto <em>a<\/em> causa di desiderio e non solo <em>plus<\/em> godere che funziona come tappo nel fantasma. In apertura del <em>Forum<\/em> SLP tenutosi a Milano, la Presidente Paola Francesconi\u00a0 ci parla infatti di un <em>plus<\/em> di memoria, i <em>giga<\/em> salgono vertiginosamente, di un <em>plus<\/em> di denaro, spinta all\u2019accumulazione, nome veritiero di molto di quanto viene travestito nella mascherata dei risparmiatori. \u201cIl denaro \u00e8 un significante senza significazione che uccide tutte le significazioni. Quando uno si dedica ai soldi la verit\u00e0 perde senso, non ci si vede che una patacca.\u201d Cos\u00ec si esprime Jacques-Alain Miller in un\u2019intervista rilasciata al quotidiano <em>\u00a0Marianne <\/em>\u00a0nell\u2019anno 2008 sul tema della crisi finanziaria. Ma, Francesconi ci rammenta, sulla scia di Miller, che c\u2019\u00e8 una buona crisi che ha da interessare l\u2019analista, quella data dalla divisione soggettiva umanizzante e costituente. E divisione c\u2019\u00e8, se c\u2019\u00e8 interrogativo. Dunque \u00e8 sulla via tracciata dalle questioni che mi hanno elicitato i vari interventi ascoltati al <em>Forum<\/em>, scegliendo non a caso di appuntarmi principalmente su quelli dei partecipanti non analisti (l\u00ec rappresentanti del sociale), che scriver\u00f2 queste mie righe dedicate all\u2019evento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sociologa della cultura Carmen Leccardi nella sua relazione afferma che non vi sono pi\u00f9 le istituzioni sociali a sorreggere il senso. \u00c8 forse traducibile con Lacan e Miller dicendo che molti sembianti vacillano o sono gi\u00e0 caduti? Dunque vi \u00e8 \u201cuna crisi di senso\u201d e, dice Leccardi, un conseguente \u201ceccesso di senso comune, quando non ci sarebbe niente da dare per scontato\u201d. Non \u00e8 forse questo che facciamo con i significanti portati quotidianamente in seduta dagli analizzanti? Metterli in questione, non dandoli per gi\u00e0 compresi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rilevando poi un altro punto che illumina la crisi del simbolico, la sociologa tratta la questione del tempo e fa una proposta: riferendoci ai \u201ctempi dei corpi\u201d possiamo fermare l\u2019accelerazione che viene impressa al tempo nell\u2019epoca attuale. Mi chiedo: \u00e8 qualcosa che consona con il provare a bloccare il non funzionamento dell\u2019oggetto <em>a<\/em>, appunto pezzo di corpo, analogamente a quanto accade nell\u2019accelerazione maniacale? Ella sostiene che la donna nel suo rapporto privilegiato con l\u2019alterit\u00e0 evidenziato anche da Giuliana Kantz\u00e0, tramite Lacan, come esilio strutturale del femminile, possa ben orientare la produzione etica di un cambiamento. Pierre-Gilles Gu\u00e9guen commenta che il tempo delle donne e tempo degli uomini sono differenti perch\u00e9 non vivono la pulsione allo stesso modo e lo si coglie, a mio parere, come definizione di \u201cgenere\u201d secondo l\u2019orientamento di Lacan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leccardi puntualizza che non ci sono solo tempi lineari ma anche cicli. Tale osservazione si riallaccia alla modalit\u00e0 di funzionamento temporale del dispositivo del Cecli (declinazione italiana del CPCT) in caso di nevrosi. Un ciclo s\u00ec, ma effettuato soltanto secondo il tempo logico del soggetto, ciclo come la pulsione che fa il giro dell\u2019oggetto, ma dove s\u2019introduce la discontinuit\u00e0, quella della \u201ccrisi amica\u201d dell\u2019inconscio che pu\u00f2 cos\u00ec mettersi al lavoro sull\u2019enigma. Infatti, Leccardi sostiene che la crisi del senso \u00e8 inversamente proporzionale alla crescita della responsabilit\u00e0 soggettiva. Ed effettivamente si pu\u00f2 constatare che \u00e8 cos\u00ec anche in analisi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente, Monsignor Agostino Marchetto, segretario sino al 2010 del Pontificio Consiglio dei Migranti, evidenzia il bisogno di senso proprio all\u2019essere umano per sostenersi e sentire il proprio radicamento. In effetti, questo ci rimanda al fatto che il bisogno di significanti immaginari, di sembianti in posizione d\u2019agente \u00e8 necessario all\u2019essere parlante per stare in un discorso e dunque nel legame sociale. Se l\u2019immaginario \u00e8 il senso e anche parte costitutiva del sembiante, l\u2019annodamento debole o mancante con il registro immaginario (l\u00e0 dove si situano io ideale, il piccolo altro\u2026) ha come conseguenza un\u2019erranza soggettiva declinata differentemente a seconda delle strutture in gioco, dal narcisismo debole nella nevrosi allo scollegamento progressivo dal legame nella psicosi, (si vedano su questo punto i bei casi portati al <em>Forum<\/em> da Nicola Purgato, Laura Rizzo e Pasquale Indulgenza). Direi che Monsignor Marchetto a suo modo ci porta anch\u2019egli un esempio clinico, quello delle mamme migranti, grazie a cui si apre alla questione femminile, altro tema portante del <em>Forum<\/em>. Mi domando: nella madre non c\u2019\u00e8 forse in gioco una migrazione senza fine tra la madre e la donna e viceversa tra la donna e la madre? Le madri migranti nel trasmettere valori ai loro figli, ci ricorda Marchetto, sono poste di fronte alla contraddizioni tra la propria tradizione e la cultura del paese che le ospita. Mi chiedo: \u00e8 qui visibile ancora una volta una ulteriore variazione sul tema della difficolt\u00e0 contemporanea ad avere a che fare con la divisione soggettiva?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marchetto consiglia di parlare non tanto di multiculturalismo quanto interculturalismo per far intravedere l\u2019imprescindibilit\u00e0 del legame tra i popoli. Ancora mi interrogo: non si tratta anche <em>d\u2019intraculturalismo<\/em> , inteso come un nome dell\u2019<em>estimit\u00e0<\/em>, di quel punto di godimento n\u00e9 dentro, n\u00e9 fuori\u00a0 che fonda ogni soggetto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo intervento, Massimo Amato, professore di storia della moneta, paragona l\u2019attuale crisi economica al <em>potlach,<\/em> ma, rilevando che nel secondo \u201cla ricchezza viene bruciata secondo il senso della rinuncia, vi \u00e8 una ripetizione del rinunciare per accedere a ci\u00f2 che resta\u201d. Sono\u00a0 parole che risuonano con il titolo della sessione che poco prima aveva ospitato le testimonianze degli AE, Paola Bolgiani e Sergio Caretto, \u201cChe fare con ci\u00f2 che resta di un\u2019analisi\u201d. Nel <em>potlach <\/em>c\u2019\u00e8 inappropriabilit\u00e0, ma in seno all\u2019attivit\u00e0 economica ovvero allo scambio simbolico. Rispetto alla logica di abbattimento del rischio, gli insolventi, i cosiddetti subprime, fanno guadagnare perch\u00e9 si emettono nuovi titoli. Cos\u00ec si rilancia (o si ripete piuttosto?) procastinando il pagamento del debito. Per Amato i mercati delirando volevano vincere il tempo, mostrando la loro posizione di padronanza. Il professore puntualizza che non esiste un vuoto prodotto dalla crisi. Piuttosto il vuoto c\u2019\u00e8 <em>ab<\/em> <em>initio<\/em>, da sempre. Infatti, diciamo noi, che per Lacan l\u2019Altro \u00e8 barrato, mancante sempre di un significante. Il vuoto, quale mancanza prodotta dalla castrazione diviene cos\u00ec il buco attorno a cui si costituisce il soggetto. La libert\u00e0 per\u00f2, precisa Amato, non \u00e8 assenza di schiavit\u00f9, poich\u00e9, strutturalmente, non ci si libera dell\u2019essere in debito, dell\u2019essere in colpa, dell\u2019essere affetti dalla mancanza. Amato ci ricorda che occorre un debito dal principio perch\u00e9 sia possibile l\u2019economia. Ebbene, ci vuole la perdita imposta all\u2019essere dall\u2019ingresso nel linguaggio e nel discorso, un debito insolvibile, affinch\u00e9 ci sia soggettivazione e ingresso nello scambio simbolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta di Amato \u00e8 che economia e poesia (quest\u2019ultima situata dal lato del non tutto) s\u2019intreccino, proprio perch\u00e9 non ogni cosa \u00e8 matematizzabile o calcolabile o rientra nella logica fallica, diremmo con Lacan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla logica femminile contrapposta a quella fallica dell\u2019omologazione (identificazione orizzontale? chiede Gu\u00e9guen), rinvia il testo di Rosa Elena Manzetti dove si tratta del coraggio femminile, n\u00e9 eroismo, n\u00e9 collera, bens\u00ec versione pensabile della solitudine, non che si accetta, ma che \u201csi fa, nell\u2019atto di coraggio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ascoltando poi Massimo Termini, si nota come nella crisi, il dettaglio in seduta, \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 davvero prezioso, \u00e8 ci\u00f2 su cui <em>investire<\/em> nell\u2019analisi affinch\u00e9, direi, il lavoro che per un soggetto\u00a0 nel sociale \u00e8 perduto, precario o insoddisfacente si tramuti nel lavoro s\u00ec, ma quello di transfert, da parte dello stesso soggetto che prima si limitava a svalutarsi nel lamento sterile, deresponsabilizzandosi. C\u2019\u00e8 dunque da far emergere la domanda inconscia del soggetto rispetto a un reale che\u00a0 altrimenti immobilizza. Crisi, etimologicamente, non sta forse per <em>scelta<\/em>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Massimo Amato conclude contrappuntando che il paradosso economico si colloca in una liquidit\u00e0 trattenuta, al contrario di una <em>res<\/em> <em>publica<\/em> intesa come <em>res nullius,<\/em> come \u201cniente che fa spazio\u201d. E per noi, orientati da Lacan, l\u2019oggetto <em>a,<\/em> causa di desiderio, al di l\u00e0 delle sue varie manifestazioni, che cos\u2019\u00e8 se non il niente?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">LA CRISI: DALL\u2019ANGOSCIA AL DESIDERIO.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">Francesca Carmignani<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":3799,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[562],"tags":[],"class_list":["post-3798","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3798","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3798"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3798\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4608,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3798\/revisions\/4608"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}