{"id":5092,"date":"2011-11-17T22:34:38","date_gmt":"2011-11-17T21:34:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacanquotidien.fr\/blog\/?p=5092"},"modified":"2011-11-17T22:35:26","modified_gmt":"2011-11-17T21:35:26","slug":"dizionario-analogico-della-lingua-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/2011\/11\/dizionario-analogico-della-lingua-italiana\/","title":{"rendered":"Dizionario analogico della Lingua Italiana"},"content":{"rendered":"<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>I surfisti del linguaggio <\/strong><em>di Laura Rizzo<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">E&rsquo; uscito in Italia, per i tipi di Zanichelli, il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Dizionario analogico della Lingua Italiana<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> di Donata Feroldi e Elena Del Pra. <!--more-->Valerio Magrelli ce lo presenta con un suggestivo articolo su <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>la Repubblica<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> del 28 ottobre, dal titolo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>I surfisti del linguaggio<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">. Surfisti: il termine evoca l\u2019affermazione di Ricardo Piglia<a name=\"_ednref1\" href=\"#_edn1\"><\/a>[i] che nel suo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Formas Breves<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> scrive che la psicoanalisi e la letteratura hanno a che vedere con l&rsquo;arte del nuoto, in particolare la psicoanalisi serve a tenere a galla, nel linguaggio, gente che si ostina nello sprofondare.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Si direbbe che il fenomeno \u00e8 dilagato. E, in effetti, le Autrici del <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Dizionario<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, come del resto l&rsquo;Autore dell&rsquo;articolo, sono scrittori nonch\u00e9 traduttori e, il secondo, noto poeta. Il titolo di Magrelli prosegue: \u201cViaggio nel dizionario delle relazioni (lessicali)\u201d. A questo punto l&rsquo;invito \u00e8 irrinunciabile: come non cedere a viaggiare nelle arterie di un dizionario? Chi non ha provato il piacevole (o meno) smarrimento di lasciarsi portare dagli infiniti rimandi di un dizionario provando la vertigine del senso sul <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>surf<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> del significante? Ma la particolarit\u00e0 che la nota solleva \u00e8 che ora \u00e8 diverso, si arriva al dizionario senza <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>surf<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">. Manca la parola che ci manca. Manca il significante. C&rsquo;\u00e8 in gioco qualcosa che ci riguarda. Infatti il punto di partenza, propone Magrelli, \u00e8 elementare: un dizionario si pu\u00f2 consultare in due modi, conoscendo il termine di cui andiamo a caccia oppure non conoscendolo e avendo solo una vaga idea della sua esistenza. La differenza \u00e8 la stessa che passa fra una ricerca verticale e una orizzontale. Esaminiamo quest&rsquo;ultima, propone Magrelli: quante volte, mentre stiamo esponendo un concetto, la parola che serve a esprimere il nostro pensiero ci sfugge, malgrado sappiamo che esista? E&rsquo; proprio qui che interviene l&rsquo;analogico: non per cercare qualcosa che gi\u00e0 possediamo ma per trovare quello che ignoriamo. Ci riporta cos\u00ec alla presentazione stessa del volume, dove la differenza fra le due famiglie di vocabolari viene chiarita, firmata dalla prima Autrice: per ricorrere all&rsquo;analogico, spiega, basta essere in possesso di un termine collegato a quello che ci interessa o anche soltanto sapere a quale ambito disciplinare esso appartenga. Piuttosto che all&rsquo;ignoranza del significato di un elemento noto, questo strano strumento risponde a una lacuna espressiva, quello delle \u201cparole per dirlo\u201d, precisa Magrelli evocando il titolo di un romanzo autobiografico di Marie Cardinal (che narra \u2013 aggiungo \u2013 l&rsquo;incontro con la scrittura attraverso l\u2019impatto con la psicoanalisi).\u00a0In effetti, l&rsquo;articolo citato ben precisa che l&rsquo; aspetto pi\u00f9 curioso \u00e8 in che modo funziona questa \u201cscatola magica\u201d. Ecco che si spiega l&rsquo;analogia, il rimando viene facile, la scatola magica \u00e8 l&rsquo;inconscio, quello scoperto da Freud e che Lacan rivela strutturato come un linguaggio, con le sue leggi al comando delle leggi della parola, e qui inizia la sovversione. Nessun riferimento nella parola che non sia il linguaggio stesso come ordine \u00a0significante: orientamento <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>princeps <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">che ci spinge a tenere viva la questione e, tenendola viva, a leggerne le conseguenze, perch\u00e9 non \u00e8 senza conseguenze che la psicoanalisi ha attraversato il sapere facendosi attraversare a sua volta, tenendo vivo il sintomo che essa \u00e8 nella cultura, ossia, nel linguaggio. Di fatto, la comparsa di questa nuova famiglia di vocabolari, successori dei tradizionali vocabolari dei sinonimi e contrari,\u00a0\u00e8 consequenziale alla presenza del sapere della psicoanalisi nella lingua. Ma la domanda a cui risponde si colloca nella <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>praxis<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, nel vivo della lingua \u2013 causa l\u2019impoverimento della memoria. Possiamo gi\u00e0 notare che ci\u00f2 riguarda \u00a0una svolta che ha occupato Lacan nel suo ultimo insegnamento e dove, come indica J.-A. Miller, il riferimento non \u00e8 pi\u00f9 Freud ma Joyce, a sua volta toccato dalla psicoanalisi, anche se disabbonato all\u2019inconscio.\u00a0Potremmo dire, con Miller, che si tratta di due inconsci diversi: l\u2019idea di memoria riporta al primo, quello freudiano, l\u2019idea di come parlare senza averne una di memoria \u00e8 proprio la questione posta da Lacan al secondo, dalla quale lui stiller\u00e0 l&rsquo;inconscio reale.<br \/>\nTornando alla domanda a cui il dizionario risponde, diremo che il venire meno del simbolico \u2013 come fenomeno generalizzato \u2013 \u00e8 il dato che dice bene il \u201cnon ordine\u201d simbolico, oggi all&rsquo;ordine del giorno. E non \u00e8 un caso che le Autrici depositino nelle \u201crelazioni\u201d (legami) l\u2019invisibile materialit\u00e0 della lingua come rete. La copertina scelta propone un garbuglio di fili e cordicelle:\u00a0ecco la concezione del linguaggio. Facile qui evocare l\u2019immagine che ha rappresentato l\u2019incontro Pipol 4 a Barcellona, dedicato, per l\u2019appunto, al disinserimento dal linguaggio. Anche nel <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Dizionario Analogico<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> \u00e8 la trama aperta, o la non-trama, l&rsquo;imput dell&rsquo;illustrazione. A conferma di questa concezione del linguaggio, Magrelli ci riporta una definizione di una delle Autrici nella sua tesi di laurea in filosofia (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Il significato dell\u2019orrore<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">), definizione\u00a0che dimostra la sua continuit\u00e0 con l\u2019analogico: \u201cla ricerca della studiosa \u00e8 impostata come un ipertesto\u201d, spiega, e la cita: \u201cun insieme di nodi connessi da legami, dove le informazioni non sono legate linearmente, come una corda a nodi, ma estendono i loro legami a stella, con una modalit\u00e0 reticolare\u201d.\u00a0Sorprende scoprire nell&rsquo;analogico come la parola viaggi da sola a prescindere dal senso se non quello che trascina la struttura lessicale, di cui la cellula minima \u00e8 il fonema, caro alla scuola di Praga, ma gi\u00e0 presente in Saussure. Ecco che le Autrici propongono la ricerca orizzontale per aprire alla corrente che anima le onde della malandata metafora. Quella del senso appunto, nelle parole che associate lessicalmente orienteranno il viaggiatore smarrito munendolo del <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>surf<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (ci \u00e8 sfuggito rimarcare che l&rsquo; <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Analogico<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> \u00e8 portatile). Certo che, per cavalcare la cresta dell\u2019onda sul proprio, occorrer\u00e0 sempre <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>lo spazio <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">di un lapsus<a name=\"_ednref2\" href=\"#_edn2\"><\/a>[ii].<\/span><\/span><\/p>\n<hr align=\"LEFT\" size=\"1\" width=\"250\" \/>\n<div id=\"edn1\" dir=\"LTR\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_edn1\" href=\"#_ednref1\"><\/a><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">[i]<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Ricardo Piglia \u00e8 citato da J.-A. Miller nel suo Corso del 2005-2006, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Illuminazioni Profane<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">. Nel numero 46 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Freudiana<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (2006) pubblica il dialogo con le tesi dell&rsquo;Autore a proposito del racconto.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"edn2\" dir=\"LTR\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_edn2\" href=\"#_ednref2\"><\/a><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">[ii]<\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>L&rsquo;esp d&rsquo;un laps<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, titolo dato da Lacan alla sua <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Prefazione all&rsquo;edizione inglese del <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Seminario XI e minuziosamente lavorato da J.-A. Miller nel suo Corso del 2006-2007, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>L&rsquo;inconscio reale, <\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">in <\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>La Psicoanalisi<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, n. 42, 2007, pp. 112-172.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p align=\"CENTER\">I surfisti del linguaggio di Laura Rizzo<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E&rsquo; uscito in Italia, per i tipi di Zanichelli, il Dizionario analogico della Lingua Italiana di Donata Feroldi e Elena Del Pra. <\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":5093,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[562],"tags":[],"class_list":["post-5092","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5092","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5092"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5092\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5097,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5092\/revisions\/5097"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5093"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5092"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5092"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5092"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}