{"id":5325,"date":"2011-11-20T22:20:03","date_gmt":"2011-11-20T21:20:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacanquotidien.fr\/blog\/?p=5325"},"modified":"2011-11-25T09:40:49","modified_gmt":"2011-11-25T08:40:49","slug":"il-velo-nero-del-pastore-di-romeo-castellucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/2011\/11\/il-velo-nero-del-pastore-di-romeo-castellucci\/","title":{"rendered":"IL VELO NERO DEL PASTORE di Romeo Castellucci"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ovvero\u00a0 l\u2019indicibile come evento di corpo<\/span> <span style=\"color: #0000ff;\">di Francesca Carmignani<!--more--><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\">Si comincia. Un rumore assordante di macchina, per Castellucci \u201cla pura funzione\u201d, il puro fare. \u00c8 al limite del sopportabile, tendente a provocare un evento di corpo in chi assiste, \u201csensazioni che toccano i centri nervosi dello spettatore\u201d. Non voce, ma rumore. Un rumore campionato e distorto, suono che non arriva neppure alla <em>lalingua<\/em>, poich\u00e9 in assenza di significante. Poi alle apparizioni dei cadaveri dell\u2019uomo con il velo e dell\u2019animale quadrupede, segue il corpo di una donna e di sottofondo, stavolta, una voce, non parole ma gemiti femminili. Indistinguibile se siano di piacere o sofferenza, dunque quintessenza di godimento. <em>Love song<\/em> \u00e8 l\u2019unico significante presente, inciso sui tendaggi e destinato a sparire nel fumo, denunciando l\u2019inganno della parola d\u2019amore. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\">L\u2019indicibile della morte, della donna, del sesso. Senza significanti, il non simbolizzato torna nel reale. Un\u2019allucinazione messa in scena per un\u2019ora. Il corpo in mezzo alle immagini depurate, senza il sostegno significante, una testa di donna che \u00e8 quasi mozzata da due immaginari sostegni, una catena prima, poi una teca, dove si aggirano cecamente alcune cavie. \u00c8 evocato il lacaniano ratto nel labirinto dove essere e corpo coincidono. \u201cL\u2019animale \u00e8\u201d dice Castellucci. Animale morto: dimostrazione che solo un\u2019 \u201cimmagine apodittica\u201d, cio\u00e8 per lui certa, si pu\u00f2 dare di ci\u00f2 che \u00e8 fuori dal programma fantasmatico e indicibile come la morte.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\">Non a caso al posto del velo nero c\u2019\u00e8 lo specchio nero, lutto di una fase dello specchio irrealizzabile, a sancire l\u2019impossibilit\u00e0 di rappresentazione, pezzo di vetro scuro che per il regista dichiara ci\u00f2 che lui stesso denomina \u201cil collasso del significato\u201d, autentico protagonista della <em>piece, <\/em>insieme al corpo, reale pi\u00f9 che immaginario. Un rossetto sul volto: svela la pateticit\u00e0 del tentativo di recuperare un cosmetico sembiante o di bordare la zona erogena, l\u2019orifizio da cui esce la voce? Il regista afferma di voler indagare il rapporto \u201ctra la rappresentazione e la negazione dell\u2019apparire\u201d e nel racconto gotico a cui s\u2019ispira ravvisa \u201clo schianto dodecafonico di un buco nero, in cui la materia [\u2026] nega s\u00e9 stessa\u201d \u00c8 la conclusione aporetica per struttura: una fila di faretti che si schiantano uno dopo l\u2019altro, mentre resiste un sibilo irritante e la macchina-locomotiva che \u201cnon pensa, ma fa\u201d, irrompe e se ne va, veicolo stesso del rumore, che cos\u00ec chiude il cerchio dell\u2019ombelico indicibile di questo sogno\/incubo allucinatorio, quasi stupro dei sensi dello spettatore.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\">Castellucci ci trasporta insieme con lui dietro il velo\u2026 come si narra nel finale della novella di Hawthorne, in cui i morenti \u201candavano\u201d l\u00e0 dietro, accompagnati da quel pastore che si era coperto il volto senza un perch\u00e9, angosciando in tal modo i suoi fedeli. Ma, forse, come mostra lo scrittore, ognuno \u00e8 solo dietro il velo, un velo che, ossimorico, \u00e8 <em>Aletheia <\/em>sul vuoto di significante.\u00a0 Ognuno \u00e8 solo di fronte al vuoto dell\u2019Altro barrato ne <em>Il concetto di volto del figlio di Dio <\/em>dove prevalgono, paleatici, l\u2019oggetto sguardo e quello fecale. E soli, ancor pi\u00f9 parossisticamente, lo si \u00e8 ne <em>Il velo nero del pastore<\/em> con il puro oggetto voce che distillato all\u2019estremo si fa, nel reale, rumore inappellabile di fronte all\u2019Altro che non esiste, pi\u00f9 nessuno a cui chiedere \u201cperch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d. E ci\u00f2 che resta se siamo ridotti al nostro corpo, come ci ricorda Lacan nella <em>Terza<\/em> \u00e8 l\u2019angoscia. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><em>Il velo nero del Pastore: <\/em>sorta di evento di corpo per lo spettatore e <em>sinthomo<\/em> per Castellucci?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Ovvero\u00a0 l\u2019indicibile come evento di corpo di Francesca Carmignani<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":5326,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[562],"tags":[989,637,318],"class_list":["post-5325","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italiano","tag-il-vero-nero-del-pastore","tag-romeo-castellucci","tag-theatre"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5325","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5325"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5325\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5583,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5325\/revisions\/5583"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5326"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5325"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5325"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5325"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}