{"id":5947,"date":"2011-11-30T22:25:30","date_gmt":"2011-11-30T21:25:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacanquotidien.fr\/blog\/?p=5947"},"modified":"2011-11-30T22:54:51","modified_gmt":"2011-11-30T21:54:51","slug":"il-teatro-valle-occupato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/2011\/11\/il-teatro-valle-occupato\/","title":{"rendered":"Il Teatro Valle occupato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\" align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-family: Calibri, sans-serif; font-size: small;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em><strong>Metamorfosi del Teatro Valle occupato <\/strong><\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif; font-size: small; color: #0000ff;\"><em><strong>di C\u00e9line Menghi<!--more--><\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">All\u2019insegna di: \u201cIl Teatro \u00e8 di tutti, \u00e8 della citt\u00e0, se \u00e8 vuoto, \u00e8 morto\u201d, il 14 giugno 2011, poco meno di tre secoli dopo la sua nascita, le Lavoratrici e i Lavoratori dello Spettacolo, cinema\/teatro\/danza, artisti\/tecnici\/operatori, stabili, precari e intermittenti, che portano avanti la lotta contro gli attacchi al mondo dell\u2019arte e del sapere, contro i tagli alla cultura in nome dei diritti dei lavoratori, occupano il Teatro Valle di Roma. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Siamo nella scia di quei movimenti di traverso, che dalla Spagna all\u2019Inghilterra, dalla Francia all\u2019Italia, dalle coste dell\u2019Africa agli Stati Uniti vanno scompigliando le carte sulla tavola dei poteri e dei potenti, ma anche dei burocrati. Le proteste, purtroppo non sempre e ovunque sono colorate e allegre, in alcuni casi sono tinte di sangue. L\u2019aria che tira, per\u00f2, \u00e8 sempre quella dello spiazzamento, del rovesciamento. Nel nostro Bel Paese, la precariet\u00e0 negli ultimi anni ha fatto da <em>leitmotiv <\/em>ai <em>girotondi, <\/em>agli<em> indignados, <\/em>al<em> popolo rosa <\/em>e al<em> popolo viola<\/em>. Quest\u2019ultimo, peraltro, si \u00e8 premurato di verificare che il nostro <em>Berlus-gone<\/em> (Cfr. ADC, <em>LQ, <\/em>87) se ne andasse diritto filato a rassegnare le dimissioni. Nel contesto ampio di proteste pacifiche, e per ora ancora colorate e allegre, salvo qualche fuoriuscita balzana e inopportuna, si situa la protesta degli occupanti del Valle, trasformato, potremmo dire, nel luogo di un\u2019esperienza pilota. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">I suoi occupanti fanno da cartina di tornasole dello stato d\u2019emergenza, e ormai di abisso, in cui versa il sistema culturale italiano che non trova interlocutori presso i referenti politici, n\u00e9 a destra n\u00e9 a sinistra. E\u2019 dunque dal basso che artisti e maestranze, giovani e meno giovani, ripensano nuovi modelli di politiche culturali attraverso la sperimentazione di\u00a0una prassi di studio e di autogoverno di questo Teatro. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il 20 ottobre 2011 \u00e8 stata presentata alla cittdinanza la stesura dello Statuto della <span style=\"color: #0000ff;\"><em>Fondazione Teatro Valle Bene Comune<\/em><\/span>.\u00a0Si tratta di uno <span style=\"color: #0000ff;\">Statuto Partecipato<\/span> che \u00e8 il risultato dell\u2019elaborazione della pratica attiva di governo portata avanti fino a oggi come premessa a una pratica futura di governo da parte della cittadinanza stessa (disponibile sul sito <span style=\"color: #0000ff;\">www.teatrovalleoccupato.it<\/span> per interventi e proposte che contribuiscano al suo affinamento). <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel vuoto economico una ricchezza mai vista!\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">E\u2019 vero, al Valle, oggi emblema della precariet\u00e0 che spesso presiede il mestiere del teatrante e dell\u2019artista in genere, si respira profumo di ricchezza, si inspira entusiasmo a pieni polmoni e si \u00e8 ispirati in un vortice di desiderio, non appena si entra nella platea del teatro pi\u00f9 antico di Roma ancora in funzione. A prova che la precariet\u00e0, come l\u2019esperienza analitica insegna, \u00e8 una ricchezza di un altro statuto, che rende la nostra mente inventiva, elastica, capace di trovare soluzioni singolari a partire dal difetto, dall\u2019equilibrio instabile del soggetto. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Gi\u00e0 nelle strade adiacenti, quando nei primi tempi dell\u2019occupazione ci si avvicinava a questo piccolo gioiello di architettura settecentesca, tra botteghe di cesti e impagliatori di sedie, un via vai di giovani, di curiosi, di occupanti, di commercianti, di spettatori e di artisti si avvicendava tra un\u2019assemblea e l\u2019altra \u2013 mai viste, tra l\u2019altro, assemblee cos\u00ec ben coordinate e civili -, tra una serata di prosa e una di musica, e si percepiva il \u201csentimento del tempo\u201d, per dirla con le parole di Andrea Zanzotto, il nostro grande poeta recentemente scomparso, si coglieva \u2013 e si coglie tutt\u2019ora &#8211; che per qualcuno, ancora, vale la pena di fare a partire da poco, da \u201cniente\u201d,a\u201cfondo perduto\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">I commercianti hanno offerto le prime colazioni, i pasti gratuiti a chi dormiva, gestiva, puliva, riparava, aggiustava, programmava, 24 ore su 24, non pi\u00f9 solo Lavoratori e Lavoratrici dello spettacolo, ma anche improvvisati elettricisti, idraulici, spazzini, amministratori, contabili, maschere del Valle. Un quartiere di Roma, che rischiava la metamorfosi sotto il colpo ipnotico della privatizzazione al neon, si \u00e8 rianimato. In Italia, non sono poche le aree che cadono sotto simile ipnosi. Si pensi, per esempio, in quell\u2019esplosione di bellezza, in quel crogiuolo di storie e di cultura che \u00e8 l\u2019isola di Capri, alla via Camerelle, a come \u00e8 stata narcotizzata metamorfosandosi in un <em>defil\u00e9 <\/em>di vetrine da miliardo, come tanti loculi di lusso della soggettivit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La metamorfosi sembra un destino del Valle, fin dalla sua nascita nel 1726, quando fu commissionato dai marchesi Capranica del Grillo all\u2019architetto Tommaso Morelli che costru\u00ec questo minuto gioiello in legno, provvisto di un <em>foyer<\/em>, dotato di cinque ordini di palchi e di un palcoscenico poco profondo con un piccolo boccascena. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Era il pi\u00f9 perfezionato tra i teatri di tipo medio, con un repertorio prevalentemente di prosa. Nel corso del secolo, la sua importanza crebbe a tal punto da guadagnarsi un ruolo preminente nel sistema teatrale della citt\u00e0. Deve il suo nome a una curiosa congiuntura: da un lato, al suo primo impresario, Domenico Valle, che lo inaugura nel gennaio del 1727, e, dall\u2019altro, all\u2019area a ridosso di Piazza Navona in cui sorge la chiesa di Sant\u2019Andrea della Valle.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel 1765, sub\u00ec la sua prima metamorfosi per mano dell\u2019architetto Francesco Fiori<strong> <\/strong>che lo ingrand\u00ec in modo da poter accogliere anche rappresentazioni musicali \u2013 esattamente quello che oggi ripropongono i suoi occupanti. La nuova forma della sala, diversa da quella tradizionale a U, rispondeva a un preciso orientamento del gusto dell\u2019epoca in Italia e l\u2019aggiornamento dell\u2019immagine architettonica contribuiva alla fortuna di questo Teatro durante la met\u00e0 del secolo. Il Valle era anche un esempio di conduzione imprenditoriale, di efficienza tecnica e di buona dotazione di servizi \u2013 oggi gli occupanti riportano in auge questa peculiarit\u00e0 facendone anche un laboratorio per maestranze &#8211; una sorta di nave scuola. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Dal Valle, sono passate celebrit\u00e0 della cultura non solo italiana. Alla rappresentazione nell\u2019estate del 1787 di un\u2019opera di Cimarosa, <em>L\u2019impresario in angustie<\/em>, in cui si esib\u00ec il castrato Domenico Guizza detto il Caporalino, assistette Wolfgang Goethe. Gioacchino Rossini scelse il Valle per le prime rappresentazioni di ben tre opere, tra cui <em>La Cenerentola<\/em>. Luigi Pirandello vi mise in scena i <em>Sei personaggi in cerca di autore.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A partire dal 1821, per mano di Giuseppe Valadier, il Valle, in una ulteriore metamorfosi, trova la sua straordinaria forma definitiva sia nell\u2019impianto scenico, sia nelle decorazioni pittoriche e plastiche &#8211; la sala \u201cgaia e lucida\u201d immaginata dal Valadier, che lo rendono uno dei pi\u00f9 bei teatri italiani, oltre che un esempio maggiore del complesso rapporto tra potere statale, cultura architettonica e imprenditorialit\u00e0 privata, suscitando apprezzamenti da parte di architetti e uomini di cultura. Il destino pionieristico o di pilota \u00e8 nel DNA di questo Teatro.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Per la sua programmazione, che alterna il dramma e la commedia alla Lirica, il Valle ottiene una collocazione sempre pi\u00f9 stabile e originale sulla scena culturale romana del XIX secolo. Dal 1865 ospit\u00f2 le compagnie pi\u00f9 famose e i grandi attori dell\u2019epoca: da<strong> <\/strong>Adelaide Ristori a Tommaso Salvini, da Sarah Bernahrdt a Ermete Zacconi, fino a Ermete Novelli<strong> <\/strong>che, nel 1900, vi tent\u00f2 uno dei primi esperimenti di Teatro Stabile. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel 1969, l\u2019ETI, Ente Teatrale italiano, acquista il Valle di cui aveva gi\u00e0 la gestione curandone anche la programmazione dal 1955. E\u2019 all\u2019ETI, in collaborazione con la Sovrintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici, sotto la cui tutela il teatro era passato nel 1954, che si deve l\u2019ultima metamorfosi con un restauro effettuato nel rispetto dei canoni architettonici che lo riporta allo splendore originario. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il 6 ottobre del 1998, s\u2019inaugura il nuovo <em>foyer<\/em>, ampliato per le esigenze che la strategia dell\u2019ETI imponeva nell\u2019ambito di una trasformazione dei teatri da lei gestiti in centri di promozione culturale, non pi\u00f9 soltanto luoghi di spettacolo, ma anche luoghi alternativi di incontro e di dibattito, aperti ad altre forme d\u2019arte. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Con il contributo della Banca di Roma, il progetto ha portato al recupero di un ampio locale (prima destinato a uso commerciale), ora integrato nel nucleo centrale del teatro, trasformato in una sala capiente e funzionale che coniuga le esigenze dell\u2019adeguamento impiantistico &#8211; sicurezza, servizi per disabili, impianti di trasmissione &#8211; con il rispetto degli antichi spazi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il Valle \u00e8 vivo, in una continua fertile metamorfosi che coinvolge chi lo desidera invitandolo al dialogo per <span style=\"color: #0000ff;\">\u201cun modello di cittadinanza attiva e un&rsquo;esperienza politica di contaminazione tra le identit\u00e0 e le professioni come poche se ne sono viste nel nostro paese, fino ad oggi\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Artisti, professori, avvocati \u2013 in primis Ugo Mattei, cui si deve l\u2019impegno straordinario nel portare avanti questa avventurosa impresa, anche sul piano legale e giuridico, -, scienziati, disoccupati, studenti, adulti e giovani, italiani e stranieri, sono passati, passano, sostano, attraversano il Valle e vi ritornano, ormai da quasi sei mesi, a prendere una boccata di ossigeno fresco. Tra i molti che hanno dato e che danno il loro contributo, di giorno in giorno, di sera in sera, registrando il pieno di pubblico, ricordiamo il premio Nobel Dario Fo, le cineaste Nadia e Francesca Comencini, Nanni Moretti, Roberto Benigni, Ettore Scola, il cantante Jovanotti, la giovane Carmen Consoli, gli scrittori Erri De Luca, Andrea Camilleri, solo per citarne alcuni, insieme a tanti stranieri tra cui Peter Stein, vincitore del Premio Europa, uno dei fondatori della <em>Schaubuhne<\/em> di Berlino, cui si deve il merito di aver lottato per il drammaturgo Botho-Strauss e di aver ridisegnato lo spazio scenico cambiando nel tempo la fruizione del teatro. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Ricordiamo anche e soprattutto i nostri giovani e meno giovani attori, registi, sceneggiatori, <em>clown<\/em>, danzatori, cantanti, poeti, inventori, borsisti, studenti, ricercatori, traduttori, disabili, senza una lira, tanti e sempre nuovi, un po\u2019 di traverso, che calcano le tavole di questo palcoscenico ogni sera \u2013 con le parole, con i corpi, con le idee. Forse proprio loro, impreziosendo la precariet\u00e0 che accusano, possono contribuire a qualche progresso, quello che Lacan nel 1966 annunciava a partire dalla sua \u201cavanzata [\u2026] verso un certo oggetto chiamato <em>a<\/em> piccolo\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Alcune voci:<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u201c<span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Siamo <\/span><span style=\"color: #0000ff;\">lavoratori della conoscenza<\/span><span style=\"color: #0000ff;\">,<\/span><span style=\"color: #0000ff;\"> il nostro lavoro, come la nostra vita, \u00e8 quanto di pi\u00f9 pubblico ci sia in questo paese. Eppure siamo invisibili\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u201c<span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Andiamo a dormire, insieme o da soli, con la certezza che domani ricomincia la stessa corsa del criceto. Qualcuno di noi non dorme, perch\u00e9 deve studiare, terminare un racconto o una poesia, rifinire una ricerca. Molti affidano alla veglia il loro desiderio di uscire da questo <\/span><span style=\"color: #0000ff;\">teatro dell&rsquo;impossibile\u201d<\/span><span style=\"color: #0000ff;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u201c<span style=\"font-family: Calibri, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il Cambiamento \u00e8 come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo pi\u00f9 bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta e arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finir\u00e0 in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\" align=\"JUSTIFY\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Metamorfosi del Teatro Valle occupato di C\u00e9line Menghi<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":5953,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[562],"tags":[596,1077,1076,1078,1079],"class_list":["post-5947","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italiano","tag-andrea-zanzotto","tag-fondazione-teatro-valle-bene-comune","tag-teatro","tag-tommaso-morelli","tag-ugo-mattei"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5947","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5947"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5947\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5955,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5947\/revisions\/5955"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5947"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5947"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacanquotidien.fr\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5947"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}